Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Giorgio Cremaschi, dirigente della FIOM, ha commentato così la decisione di Federmeccanica di attuare la disdetta del contratto dei metalmeccanici firmato nel 2008: "Anche se gli effetti formali di questa disdetta sono rinviati nel tempo, visto che il contratto resta comunque in vigore fino al 2012, quelli politici si dispiegano subito. Dimostrano che gli industriali italiani vogliono competere con i paesi a più basso costo del lavoro, senza investimenti, tagliando diritti e salario." Insomma, secondo Cremaschi, gli imprenditori italiani non avrebbero sufficiente autostima e, invece di competere con Germania e Stati Uniti, preferiscono misurarsi con Paesi che magari sono in Europa, ma che comunque, economicamente, sono terzo mondo. In realtà il problema è che gli industriali non hanno nessuna intenzione di competere con chicchessia, ed il ricatto delle delocalizzazioni non deriva affatto dal minore costo del lavoro in questo o quel Paese, ma dalla politica di incentivi alla delocalizzazione attuata dagli organismi internazionali, come il Fondo Monetario Internazionale, ma anche dall'Unione Europea. Quando si parla di questi argomenti è meglio riferirsi rigidamente agli atti ed ai documenti ufficiali; e non tanto perché altrimenti tutto verrebbe liquidato con le solite battute sulle "teorie del complotto" e sulle "bufale che circolano su internet" (certi slogan funzionano in automatico), ma soprattutto perché non si coglierebbe il fatto che i veri criteri di funzionamento del sistema affaristico sono universalmente noti, e che gli slogan come "competizione" servono appunto a confondere le acque. Il 14 marzo 2006 il Parlamento europeo ha approvato una relazione in cui si rivolge questo appello alla Commissione europea: "la Commissione deve adottare tutti i provvedimenti necessari affinché la politica regionale europea non costituisca un incentivo alla delocalizzazione di imprese". La relazione del Parlamento europeo in oggetto, redatta in base all'indagine condotta dal deputato Alain Hutchinson, è reperibile all'indirizzo dell' europarlamento. La relazione si limita ad osservare che molte delocalizzazioni di imprese - ci si riferisce evidentemente a quelle nell'Europa dell'Est - non corrispondono a criteri di redditività economica, ma sono dovute semplicemente al fatto che le imprese possono giovarsi di una serie di fondi e contributi pubblici che rendono conveniente l'operazione. In altri termini, sono i fondi europei allo sviluppo che vanno a finanziare i licenziamenti, perciò le tasse che tanti lavoratori hanno pagato negli anni, sono state usate dai governi per privarli del posto di lavoro. La relazione approvata dal Parlamento europeo proponeva perciò di punire, con la sospensione degli incentivi allo sviluppo regionale, tutte le imprese che approfittano del denaro pubblico per licenziare e delocalizzare. Risulta evidente che la Commissione europea non ha mai tenuto conto di questa raccomandazione del Parlamento europeo - che notoriamente non conta nulla -, altrimenti oggi la FIAT non potrebbe delocalizzare, grazie ai fondi europei, le sue fabbriche in Serbia o in Polonia, e ciò senza dover temere la benché minima sanzione dalla Commissione stessa. I "fondi europei per lo sviluppo regionale" perciò non sono altro che l'etichetta di copertura per poter elargire sussidi pubblici alle imprese private. Quindi la "Competizione", il "Mercato" e la "Concorrenza" sono personaggi delle fiabe, mentre il colonialismo delle multinazionali è una realtà; come pure costituisce una realtà il fatto che lo strapotere coloniale delle multinazionali si fonda sull'uso e sull'abuso del pubblico denaro. Anche la Serbia, la Polonia e la Romania sono costrette a loro volta a pagare, attraverso incentivi e sgravi fiscali alle imprese, l'onore di essere colonizzate dalle multinazionali. L'Occidente non esiste: per le multinazionali siamo tutti terzo mondo. L'ultima spiaggia dell'unità sindacale invece oggi è proprio l'ideologia occidentalistica, cioè l'illusione di essere parte di un'area eletta del pianeta, che può permettersi di dare lezioni di democrazia e Stato di Diritto ad altri Paesi. Non a caso l'unica iniziativa unitaria di Cgil, Cisl e Uil di questi ultimi anni è consistita in un comunicato congiunto dell'11 febbraio scorso, in cui si sollecitava l'Unione Europea ad adottare sanzioni contro l'Iran: "CGIL CISL e UIL, nel ribadire la mobilitazione dei lavoratori italiani contro il regime iraniano, sollecitano con forza la comunità internazionale e l’Unione Europea a mettere in atto tutte le iniziative di pressione perché in quel Paese cessi la repressione violenta e vengano garantite le libertà e i diritti fondamentali. Le annunciate sanzioni economiche mirate nei confronti dell’Iran vanno realizzate con immediatezza." Quindi dei sindacati italiani si fanno promotori e celebratori di un'aggressione coloniale nei confronti di un altro Paese, e chiamano i lavoratori a mobilitarsi per questo; e tutto ciò viene giustificato in base ad "informazioni" esclusivamente di fonte colonialistica. D'altra parte, per i sindacati "colonialismo" è una parola proibita, perciò tutte le sventure che capitano ai lavoratori italiani devono essere attribuite esclusivamente al "Mercato". Nulla di male ad essere contro il regime iraniano, ma non sta scritto da nessuna parte che i Paesi "occidentali" abbiano qualcosa da insegnare agli altri in fatto di Stato di Diritto, anzi sta scritto il contrario. Nel Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 aprile 2008, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 16 aprile 2008, n. 90, "in attuazione dell'art. 39 della legge 3 agosto 2007, n. 124 ", c' è in allegato un elenco dei settori che possono essere considerari oggetto di segreto di Stato, e già i primi due dei diciotto punti previsti sono sufficienti a coprire ogni attività umana: "1. La tutela di interessi economici, finanziari, industriali, scientifici, tecnologici, sanitari ed ambientali; 2. la tutela della sovranita' popolare, dell'unita' ed indivisibilita' della Repubblica; ...". Quindi non solo ogni attività economica e sociale, ma anche la sovranità popolare può essere messa sotto segreto di Stato (come a dire che il risultato elettorale viene deciso nelle sedi competenti, che certo non sono le urne). Si tratta ovviamente di segreti di Pulcinella, dato che lo scopo vero del segreto di Stato è quello di creare un "legittimo impedimento", cioè riservare l'impunità, ed una condizione di superiorità alla legge, agli affaristi ed ai loro complici nei servizi segreti e nelle altre istituzioni. Leggi del genere non spuntano fuori dal nulla come improvvisi colpi di Stato, ma rappresentano l'espressione di un consolidato sistema di totalitarismo degli affari, che prende le sue contromisure contro eventuali incidenti di percorso. Insomma, nei suoi ultimi giorni di vita, il governo Prodi bis si è preoccupato di difendere le multinazionali da quella piaga costituita dai funzionari integerrimi, in modo da evitare che succeda di nuovo ciò che è accaduto alla povera Philip Morris, perseguitata per tutti gli anni '90 per trascurabili reati di contrabbando ed evasione fiscale miliardaria, e poi esposta al pubblico ludibrio in documenti ufficiali della Unione Europea e, in Italia, persino della Commissione Antimafia.
La demenziale campagna promossa dai giornali di un Presidente del Consiglio in delirio vendicativo, ha sortito il prevedibile effetto di trasformare Gianfranco Fini in un eroe mediatico, che ha riscosso incredibili quote di ascolto nella diretta del suo discorso di Mirabello, teletrasmesso su Sky e su La7. Che la storia dell'appartamento di Montecarlo e del cognato del presidente della Camera potessero indignare un uditorio assuefatto alle corruzioni di giudici e testimoni - ed alle frequentazioni mafiose - del Presidente del Consiglio, costituisce un'ennesima prova del dilettantismo di Berlusconi e del suo entourage, che, nell'intento di liquidare un avversario interno, gli hanno conferito addirittura una "statura di statista".
Da mesi Berlusconi è impegnato in una gara di servilismo con Fini per cercare di ingraziarsi i poteri sovranazionali, nella speranza di convincerli a continuare ad appoggiarlo. Qualcuno ricorderà le dichiarazioni di Berlusconi nel suo viaggio in Israele nei primi giorni del febbraio ultimo scorso, quando, dopo aver ringraziato Israele di esistere, il Presidente del Consiglio, unico fra gli esponenti politici "occidentali", si lanciò in una celebrazione entusiastica dell'operazione "Piombo Fuso", il martirio di Gaza della fine del 2008. Poi Berlusconi si esibì anche in attacchi all'Iran ed all'ENI, colpevole di continuare ad investire nello stesso Iran. Non contento di questa ed altre piaggerie, Berlusconi rilanciò anche la vecchia proposta Pannella-Bonino di invitare Israele a far parte dell'Unione Europea; una proposta puramente propagandistica che, peraltro, all'attuale gruppo dirigente israeliano sembra non interessare, dato che i suoi propositi verso l'Europa appaiono altri.
Nel biennio, dal novembre 2004 al maggio 2006, in cui è stato ministro degli Esteri, Fini, grazie ai suoi viaggi in Israele, ha dimostrato invece di aver capito appieno le esigenze del sionismo, ed ha infatti allestito allo scopo una di quelle leggi devastanti e silenziose, di cui i cittadini sono ignari per difetto di informazione. Ci si riferisce alla Legge 94/2005, reperibile sul sito del Parlamento (1).
La legge in oggetto si limita ad approvare un "Memorandum" di cooperazione militare tra l'Italia ed Israele, omettendo peraltro il testo del Memorandum stesso, però lo si può reperire ad un altro indirizzo, grazie all'iniziativa di alcuni antimilitaristi (2). Il memorandum risulta memorabile non solo per ciò che dice, ma anche per ciò che fa intendere, dato che, dopo aver elencato tutta una serie di campi di collaborazione militare con Israele, afferma in pratica che non bisogna porre limiti alla Provvidenza, quindi altri tipi di cooperazione sono possibili. Quali?
Un possibile esempio ce lo fornisce una notizia ANSA relativa ad un incidente accaduto a fine luglio, che ha coinvolto un elicottero militare israeliano in addestramento sul territorio della Romania (3).
La giustificazione ufficiale della presenza dell'elicottero israeliano in Romania è stata la necessità per i piloti israeliani di addestrarsi su un terreno montagnoso. Allora, secondo questa fiaba ufficiale, dovrebbe essere stata la analoga esigenza di addestrarsi su un terreno pianeggiante a giustificare il sorvolo illegale del territorio ungherese da parte di jet militari israeliani nell'ultimo mese di marzo, come risulta sempre da notizie ANSA (4).
Non è arbitrario supporre che, in base alla Legge 94/2005 ed al relativo Memorandum, la presenza militare israeliana riguardi ormai anche l'Italia, anche se non ci sono stati ancora incidenti che abbiano portato i fatti alla luce. Quindi i bei tempi in cui si poteva fare gli "Occidentali" e giocare a distribuire torti e ragioni ai contendenti di aree lontane, sono finiti per sempre, visto che ora risultiamo direttamente coinvolti anche noi.
Ci sono anche altri aspetti paradossali in questo patto di collaborazione militare Italia-Israele, dato che, per iniziativa dell'ultimo governo Prodi e del suo ministro degli Esteri D'Alema, truppe italiane sono presenti in Libano come "forza di pace" con compiti di interposizione; come se l'Italia potesse rivestire un ruolo neutrale nei confronti di un Paese con il quale intrattiene un patto di collaborazione militare, che non è meno operante per il fatto di essere ignoto ai più.
Un ulteriore aspetto paradossale riguarda il fatto che anche Israele appare oggetto a sua volta di una colonizzazione militare, in questo caso di marca statunitense, come risulta dalle foto di una base militare USA, collocata in un luogo non lontano dall'aeroporto Ben Gurion; foto che sono state pubblicate nel 2005 da siti sionisti (5).
L'attuale "diaspora" militare israeliana in Europa pare collocarsi perciò nel contesto di una graduale perdita dell'egemonia militare nell'area, un arretramento in cui svolge un ruolo crescente la Russia, con il suo piano di riarmo missilistico dell'alleato siriano, a cui di recente sono stati venduti missili di ultima generazione, un fatto di cui la stampa israeliana si è ampiamente occupata (6). Comunque non è affatto scontato che queste colonizzazioni militari si inseriscano in una lucida visione strategica; quel che invece risulta certo è che le colonizzazioni militari costituiscono un traino per gli affari, per ogni genere di affari, compresi quelli illegali, come insegna l'esperienza della NATO.
Nell'Europa dell'Est, e in particolare in Romania e Ungheria, per gli Israeliani si tratta sicuramente di inserirsi negli affari immobiliari, in cui hanno già raggiunto notevoli posizioni, come ha affermato lo stesso Presidente israeliano Peres (7). Ma, riguardo all'Italia, il Memorandum fa anche riferimento allo smaltimento in comune delle scorie tossiche di origine militare, un campo in cui l'Italia è all'avanguardia, poichè il governo Berlusconi ha varato addirittura una Legge, la 123/2008, che, all'articolo 2 comma 5, pone le discariche di rifiuti della Campania sotto la protezione dell'articolo 682 del Codice Penale, che punisce l'ingresso arbitrario in luoghi in cui l'accesso sia vietato nell'interesse militare dello Stato (8).
(1) http://www.parlamento.it/parlam/leggi/05094l.htm
(2) http://www.juragentium.unifi.it/it/surveys/palestin/ItIsr.pdf
(3) http://www.ansamed.it/it/israele/news/MI.XAM19303.html
(4) http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2010/03/24/visualizza_new.html_1736654876.html
(5) http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://thegoldenreport.com/asp/jerrysnewsmanager/anmviewer.asp%3Fa%3D928&ei=yMyDTM_UDIaGswae0OnlCA&sa=X&oi=translate&ct=result&resnum=1&ved=0CBkQ7gEwAA&prev=/search%3Fq%3Dus%2Bbase%2Bisrael%26hl%3Dit%26sa%3DG%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338
(6) http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://www.haaretz.com/print-edition/news/israel-working-to-thwart-russia-arms-deal-with-syria-1.310443&ei=zcqDTLL7I8XDswbQh4TmCA&sa=X&oi=translate&ct=result&resnum=2&ved=0CB4Q7gEwAQ&prev=/search%3Fq%3Disrael%2Bsyria%2Brussia%26hl%3Dit%26sa%3DG%26rlz%3D1R2ACAW_it
(7)http://www.youtube.com/watch?v=ohtU7x6dKb8
(8) http://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache:WO2QJqguna8J:www.camera.it/parlam/leggi/08123l.htm+legge+123/2008&cd=1&hl=it&ct=clnk&gl=it&lr=lang_fa%7Clang
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