Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
L'emergenza è il doping del potere, ma anche l’emergenzialismo permanente ha i suoi inconvenienti. I “costituzionalisti” come Cassese e Zagrebelsky ci hanno fatto sapere che tutte le garanzie legali possono essere azzerate in base ad espedienti retorici come il richiamo alla “solidarietà” o al “giuridico indifferenziato”, perciò non ci sono più regole a cui riferirsi, solo arbitrio dispotico. Ma se si dichiara che non ci sono più regole da violare caso per caso, allora quello che chiamiamo “Stato” non può neanche più barare: è infatti la legalità a determinare la possibilità di quella rendita di posizione che è l’illegalità, principalmente l’illegalità di Stato. Se scompare il miraggio della legalità, il baro per antonomasia, lo Stato, non può più ingannare nessuno.
Con candore estremo la commissione parlamentare antimafia ci ha comunicato che i lockdown hanno determinato
una concentrazione forzosa di capitali a favore del crimine organizzato; e quindi anche della finanza globale, dato che i proventi della criminalità mafiosa, per potersi “lavare”, devono rientrare nei circuiti finanziari internazionali. Lo Stato ha quindi usato le forze dell'ordine (?) per impedire alle persone per bene di lavorare e produrre reddito, consegnandole ai ricatti del crimine organizzato. Adesso con il Green Pass migliaia di piccole imprese sono costrette per sopravvivere a stare fuori della legge, e persino i vecchietti che non controllano la certificazione verde alle loro badanti, diventano dei criminali. Oggi risulta difficile per lo Stato evitare di essere percepito da gran parte della popolazione come un'astrazione giuridica che fa da alibi e paravento ad un'associazione a delinquere.
Per confondere le acque, i media dovrebbero propinarci la solita solfa sui governi incompetenti e incapaci; invece sono ancora impegnati a narrarci del migliore dei governi possibili. Ma fino a quando la narrazione entusiastica ed il culto della personalità potranno reggere, e Draghi sfuggire alla graticola del ludibrio? Nel frattempo ci hanno raccontato che Mario Draghi avrebbe scoperto l'acqua calda, e cioè che quello di Presidente del Consiglio è un mestiere da sfigato, perciò nel caso che non fosse eletto Presidente della Repubblica, pianterebbe baracca e burattini.
In realtà Draghi già lo sapeva, solo che Mattarella lo ha incastrato assegnandogli l'incarico di formare il governo: se Draghi avesse rifiutato o avesse fallito nel formare il governo, si sarebbe screditato per la corsa al Quirinale, dove risiede il vero monarca assoluto. Analizzare la questione della corsa al Quirinale secondo i canoni di venti o trent'anni fa, è pura finzione, poiché oggi in Italia il Presidente della Repubblica domina il governo e il parlamento.
Ora Draghi rischia di rimanere prigioniero a Palazzo Chigi, dove, ci narrano ancora i media, sarebbe insostituibile. La prospettiva della rielezione di Mattarella è favorita da candidature terroristiche come quella del Buffone di Arcore. Di fronte al timore di vedere il Quirinale trasformato in un puttanaio, sarebbe non solo ragionevole, ma doveroso, affidarsi di nuovo alla morigerata e sperimentata “saggezza” di Mattarella; e questi, secondo la narrazione, non potrebbe negarsi alla rielezione nonostante la sua naturale ritrosia agli onori.
La sovraesposizione mediatica di Draghi è finora servita a dissimulare i veri traffici che hanno dato vita all'attuale governo. La Lega è entrata nel governo, ma non perché soggiogata dalla personalità magnetica dell'ex presidente della BCE. I media accusano la Lega di strizzare l'occhio ai no-vax, mentre in realtà la Lega sta fornendo la sua omertà alla narrazione ufficiale, avallando le fiabe dell’emergenza pandemica e della presunta pioggia di miliardi del Recovery Fund. Lo fa però in cambio dell’autonomia differenziata, che infatti il governo Draghi ha rilanciato con l'ultima manovra finanziaria. Tradotta in termini accessibili, la locuzione
“autonomia differenziata” significa più soldi ai Presidenti delle Regioni del Nord per gestire i propri affari.
Abbiamo assistito al gioco delle parti tra l’eurofilo Giorgetti e il “sovranista” Salvini, ma il finale della commedia ha dimostrato che era una messinscena. I sonni dell'opinione pubblica politicorretta sono agitati dall'asse del male tra Salvini, Bolsonaro e Orban. Ma, se si segue il filo dei soldi e degli affari, anche la mitologia dello scontro epico tra “europeisti” e “sovranisti” si dilegua. Infatti il PD è totalmente schierato a favore dell'autonomia differenziata, come dimostra il feeling tra il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, con i presidenti leghisti Fontana e Zaia.
Bonaccini è parecchio irritato dal rischio che lo scontro per il Quirinale faccia cadere il governo e blocchi la legge di bilancio, che contiene l’agognata autonomia differenziata.
Le Regioni già controllano il business della Sanità, ma ora c’è in vista anche quello della Scuola.
La regionalizzazione dell’istruzione pubblica rappresenta il grande oggetto del desiderio; un desiderio trasversale alla Lega ed al PD.
*1 In Israele, un paese laboratorio dove si è più vaccinato, una grande ricerca fatta sul 26% della popolazione totale (2.300.000 circa) ha mostrato che
l’immunità dopo infezione naturale risulta molto più efficace e durevole di quella da vaccino con dose doppia.
*2 Si dice che vanno vaccinati tutti gli ultra 50enni, anche per evitare che il Coronavirus continui a circolare, infettando gli altri. L’infettività si ha in genere un paio di giorni prima dei sintomi e per 5-7 giorni dopo. In adulti ricoverati la media è stata 7 giorni.
In una rassegna di 79 studi, nessuno ha trovato virus vivi, infettivi, oltre i 9 giorni di malattia: può persistere l’eliminazione di RNA virale, ma non infettante.
* 3 Stati Uniti:
in merito ad adolescenti e bambini, i rischi importanti di Covid in età pediatrica sono minimi e gli effetti avversi dei vaccini frequenti e in potenza gravi, ma ancor più perché l’infezione naturale dà una protezione più robusta e duratura (anche) verso la variante Delta.
*4 Qatar, uno dei paesi al mondo in cui si è più vaccinato (90% della popolazione totale).
Un ampio studio osservazionale ha indagato l’efficacia del vaccino Pfizer-BioNTech verso le infezioni da SarS-Cov-2 asintomatiche, con sintomi o con esito in ricoveri o decessi, dal 1° gennaio al 15 agosto 2021. L’efficacia del vaccino Pfizer era molto alta verso ricoveri e morti, pur con segnale di riduzione a 6 mesi (circa 64%); meno alta contro infezioni asintomatiche e sintomatiche, in cui è risultata:
NEGATIVA nei 13 giorni dopo la 1a dose (un significativo +10% di infezioni rispetto ai non vaccinati, AUMENTATA dopo 14 giorni dalla 1° dose, con massimo oltre al 70% a 1 - 3 mesi dalla 2° a dose, RIDOTTA rapidamente fino ad azzerarsi tra 5 e 6 mesi dalla 2° dose, NEGATIVA di nuovo in modo significativo dai 6 mesi dalla 2° dose, con aumento rispetto ai non vaccinati: +70% per le forme asintomatiche, +140% per le forme con sintomi
* 5 Si dice che
bambini e ragazzi aumentano i contagi, perché sarebbero “serbatoi” del virus che causa Covid-19. Un bambino infettato in genere è asintomatico o ha sintomi lievi e guarisce in fretta, ottenendo un’immunità duratura, utilissima per aumentare l’immunità generale nella comunità.
La maggior infettività si ha nei due giorni che precedono i sintomi, fino al 5° giorno dalla loro comparsa. In
un’analisi combinata di 79 ricerche, nessuna ha riportato virus capaci di infettare oltre il 9° giorno (benché la PCR potesse ancora rilevare frammenti di virus non infettanti). I bambini avevano decorsi in media più brevi.
I bambini che si infettano possono restare contagiosi una settimana circa in un anno, nelle altre 51 settimane dell’anno sono diventati immuni.