"
"L'abolizione dello Stato e del diritto giuridico avrà necessariamente per effetto l'abolizione della proprietà privata e della famiglia giuridica fondata su questa proprietà."

Programma della Federazione Slava, 1872
"
 
\\ Home Page : Archivio (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.

Di comidad (del 08/12/2005 @ 18:15:40, in Commentario 2005, linkato 1403 volte)
Le notizie di questi giorni sui sequestri di persona organizzati in tutto il mondo dalla CIA, hanno posto l'attenzione su aspetti che rischiano di essere fuorvianti. Ad esempio: che il governo Berlusconi fosse informato o meno del sequestro dell'imam Abu Omar sul territorio italiano da parte della CIA, è una questione che non può trovare soluzione. Nessun governo può essere ufficialmente informato di un atto illegale che dovrà compiersi sul suo territorio, tantopiù se questo atto richiedesse la sua complicità. L'informativa tramite servizi segreti, per sua caratteristica, non lascia tracce, è quindi anch'essa di incerta valutazione.
In altre parole: il fatto che Berlusconi sia un mentitore patologico, non implica automaticamente che menta anche in questo caso e, soprattutto, che le sue eventuali menzogne abbiano un qualche rilievo.
Il vero punto della questione è che operazioni come quella che ha riguardato Abu Omar, non rientrano in un ambito di lotta, per quanto spregiudicata, al terrorismo, ma nel quadro di una strategia di depistaggio e intossicazione propagandistica. L'unico elemento certo della vicenda è infatti che Abu Omar non ha rivelato nulla sotto tortura alle autorità egiziane a cui era stato consegnato dalla CIA, probabilmente perché non aveva nulla da rivelare.
Anche l'altro episodio venuto alla luce in questi giorni (il sequestro "per errore" da parte della CIA del cittadino canadese di origine siriana), mette in evidenza che queste operazioni hanno lo scopo di fornire l'immagine pubblica di una CIA, magari arruffona e priva di scrupoli, ma comunque impegnata a dar la caccia ai terroristi. Non a caso, si riaffaccia da Internet il fantasma di Bin Laden, ad ammonire sulla attualità dell'emergenza/terrorismo islamico. È come se da tutto l'accavallarsi di notizie di questi giorni, la CIA ricavasse un alibi, invece che capi d'accusa a suo carico.
Il messaggio propagandistico che questa ondata di "notizie" sta lanciando all'opinione pubblica mondiale, è quindi che la lotta al terrorismo non può esser fatta con i guanti bianchi e che richiede un sacrificio i termini di diritti civili e anche di vite innocenti. È esattamente ciò di cui il Dominio vuole convincerci da sempre, cioè che ognuno deve rendersi sacrificabile al "bene comune", o presunto tale.
È persino probabile che oggi la CIA non sia più il vero servizio segreto operativo degli Stati Uniti, ma che costituisca un'organizzazione che svolge soprattutto funzioni di propaganda e intossicazione dell'informazione. Per questo motivo la CIA può permettersi, come in questi giorni, un alto grado di esposizione mediatica che serve a coprire le vere operazioni segrete - cioè attentati e stragi da attribuire ai "kamikaze islamici" -, compiute da altre agenzie con compiti operativi.
Comidad, 8 dicembre 2005
Articolo (p)Link   Storico Archivio  Stampa Stampa
 
Di comidad (del 01/12/2005 @ 18:17:24, in Commentario 2005, linkato 1281 volte)
Le condizioni di salute di Adriano Sofri hanno riproposto in questi giorni all'attenzione uno dei casi giudiziari più assurdi e misteriosi della Storia. Condannato sulla base della testimonianza contraddittoria di un sedicente pentito, oggi l'ex capo di Lotta Continua, dal carcere dov'è rinchiuso, svolge un ruolo di "padre nobile" nel sistema della comunicazione. Con eleganza dialettica, Sofri ripropone i più triti luoghi comuni della propaganda ufficiale, rendendoli appetibili al palato dei raffinati. Ma si tratta degli stessi luoghi comuni in base ai quali egli ha potuto essere condannato senza prove.
Su "Panorama" del 27/9/2001, Sofri liquidava così i dubbi di fronte alle incongruenze della versione ufficiale sul crollo delle Twin Towers: "Il difficile non è di sventrarli con un aereo civile, i grattacieli: il difficile è pensare di farlo. La gente sopravvaluta la difficoltà tecnica perché è brava gente e non si è posta il problema. I terroristi pensano cose che gli altri non accettano di pensare, e questa è la loro vera forza".
Insomma la cattiveria del terrorista è sufficiente a spiegare come egli superi qualsiasi ostacolo e qualsiasi difficoltà. Questo è lo stesso motivo per il quale i giudici non si sono fatti carico di spiegare come quattro improvvisati - Sofri, Bompressi, Pietrostefani e Marino - abbiano potuto organizzare e realizzare un attentato contro una persona abile e ben protetta come il commissario Calabresi. A sua volta, Sofri non si è mai veramente difeso nei tanti processi in cui è stato giudicato, non si è mai posto il problema di domandare ai suoi accusatori se Calabresi fosse o meno ritenuto in pericolo dai suoi colleghi. Possibile che un commissario di polizia nell'occhio del ciclone non fosse sotto scorta?
Queste domande Sofri non le ha rivolte, perché sarebbero state implicitamente un dito puntato contro i soli che avevano la possibilità tecnica ed il movente per uccidere Calabresi: i suoi colleghi poliziotti. Sofri doveva subire un processo per calunnia per la sua campagna giornalistica contro Calabresi. Questi avrebbe mantenuto la calma o avrebbe finito per coinvolgere gli altri responsabili dell'assassinio di Pinelli?
Sofri è rimasto nell'ambiguità, non fuggendo - come gli era stato consentito di fare -, un'ambiguità rivendicata con dignitosa coerenza, come la costante di una vita in cui i mutamenti sono stati più apparenti che sostanziali. Chi sia stato realmente Sofri e cosa sia stata realmente Lotta Continua, non è facile rispondere. Certo è che persino negli ingenui anni '70, non si poteva fare a meno di notare come al pressappochismo ideologico e organizzativo di Lotta Continua corrispondesse una vitalità assicurata da trasfusioni di valuta di dubbia provenienza.
Le ambiguità di Sofri non risolvono il mistero. Perché egli è stato colpito a tanti anni di distanza. Per quale movente? Depistaggio?
Forse, ma comunque non sarebbe una risposta sufficiente. Nell'accanimento contro Sofri che ancora oggi dimostrano gli esponenti del partito della polizia (cioè Alleanza Nazionale), si intravede un rancore che non si placa. La vendetta può essere stato il movente della macchinazione contro Sofri, non la vendetta contro l'assassino di Calabresi, ma la vendetta contro colui che avrebbe reso "necessario" questo omicidio.
I poliziotti non sono macchine, ma esseri umani che vivono fra loro autentiche relazioni affettive oltre il limite della morbosità. Lo spirito di corpo per loro non è un modo di dire, ma una condizione esistenziale. I poliziotti possono essere persone intelligentissime e furbissime, ma la loro maturazione emotiva supera raramente lo stadio dell'adolescenza. La totale mancanza di scrupoli dei poliziotti non è dovuta ad un freddo calcolo, ma alla assoluta convinzione di essere delle vittime. Quando sono costretti ad eliminare dei loro colleghi - cosa che capita assai spesso: gli assassini di poliziotti sono quasi sempre altri poliziotti - rimane comunque in loro un sincero desiderio di vendetta, che si indirizza verso chi, secondo loro, li abbia messi in condizione di fare ciò che hanno fatto.
Comidad, 1 dicembre 2005
Articolo (p)Link   Storico Archivio  Stampa Stampa
 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 501 502 503 504 505 506 507 508 509 510 511 512 513 514 515 516 517 518 519 520 521 522 523 524 525 526 527 528 529 530 531 532 533 534 535 536 537 538 539 540 541 542 543 544 545 546 547 548 549 550 551 552 553 554 555 556 557 558 559 560 561 562 563 564 565 566 567 568 569 570 571 572 573 574 575 576 577 578 579 580 581 582 583 584 585 586 587 588 589 590 591 592 593 594 595 596 597 598 599 600 601 602 603 604 605 606 607 608 609 610 611 612 613 614 615 616 617

Cerca per parola chiave
 

Titolo
Aforismi (5)
Bollettino (7)
Commentario 2005 (25)
Commentario 2006 (52)
Commentario 2007 (53)
Commentario 2008 (53)
Commentario 2009 (53)
Commentario 2010 (52)
Commentario 2011 (52)
Commentario 2012 (52)
Commentario 2013 (53)
Commentario 2014 (54)
Commentario 2015 (52)
Commentario 2016 (52)
Commentario 2017 (52)
Commentario 2018 (52)
Commentario 2019 (52)
Commentario 2020 (54)
Commentario 2021 (52)
Commentario 2022 (53)
Commentario 2023 (53)
Commentario 2024 (51)
Commentario 2025 (14)
Commenti Flash (62)
Documenti (31)
Emergenze Morali (1)
Falso Movimento (11)
Fenêtre Francophone (6)
Finestra anglofona (1)
In evidenza (34)
Links (1)
Manuale del piccolo colonialista (19)
Riceviamo e pubblichiamo (1)
Storia (9)
Testi di riferimento (9)



Titolo
Icone (13)


Titolo
FEDERALISTI ANARCHICI:
il gruppo ed il relativo bollettino di collegamento nazionale si é formato a Napoli nel 1978, nell'ambito di una esperienza anarco-sindacalista.
Successivamente si é evoluto nel senso di gruppo di discussione in una linea di demistificazione ideologica.
Aderisce alla Federazione Anarchica Italiana dal 1984.


03/04/2025 @ 04:28:59
script eseguito in 80 ms