Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Oggi, qualunque discorso si faccia, occorre premettere una sorta di professione di fede nei “valori” ufficiali, allontanando da sé il sospetto di far parte di qualche setta di eccentrici, quindi bisogna dichiarare preventivamente: io non sono no-vax, io non sono negazionista, io non sono complottista, io non sono terrapiattista. Si tratta di un approccio ingenuo e un po’ patetico alla comunicazione, come se vivessimo in un mondo di interlocutori alla pari, nel quale il problema fosse solo quello di capirsi a vicenda. Il mondo reale ovviamente non funziona così.
La gerarchia è un rapporto sociale squilibrato, il che comporta anche uno squilibrio comunicativo, perciò gli argomenti e i ruoli della comunicazione sono già predeterminati e non è previsto che si possa dire qualcosa di diverso. La comunicazione ufficiale, il mainstream, rivendica inoltre il privilegio di contraddirsi. Spostando l'attenzione sulla falsa minaccia no-vax, si distrae dai paradossi della campagna vaccinale, presentata come soluzione dell’emergenza Covid. Secondo i
dati del sito del governo, si considera un successo aver vaccinato circa un milione di persone in un mese. A questo ritmo, impegnando allo spasimo il personale sanitario, occorrerebbero quaranta mesi, più di tre anni, per vaccinare i due terzi della popolazione italiana. E nel frattempo che si fa?
Tra le premesse del discorso diventate d'obbligo, ora c’è anche quella di non aver mai criticato Mario Draghi, il presunto salvatore dell'Europa, giunto adesso a salvare l'Italia. Il problema è che è proprio Draghi a porsi in posizioni un po’ critiche. Il “Salvatore” di professione fa parte del famoso Gruppo dei Trenta, considerato da alcuni una delle sedi dei complotti mondiali.
n un loro documento i Trenta ci fanno sapere che esistono moltissime imprese che ormai vivono di soli aiuti, per cui queste andrebbero lasciate morire per aiutare invece quelle più competitive. Se si tratta però di aiutare delle imprese piuttosto che delle altre, vuol dire che tutte le imprese sono assistite, per cui non si capisce il criterio per cui si fanno figli e figliastri. Ci voleva il “complotto”, o il trust dei cervelli, per dire che si aiutano solo gli amici e gli amici degli amici? Ma non è quello che si è sempre fatto?
Sul Draghi “creativo” e salvatore dell'Europa, c’è anche da rilevare che
il Quantitative Easing era stato lanciato dalla Federal Reserve, la banca centrale statunitense, sin dal 2009, perciò il grande Mario non ha fatto altro che adeguarsi al vento che soffiava da oltre Atlantico. L’europeismo è un intrico di affarismo, di lobbying, di velleità colonialiste ed autocolonialiste; ma l'elemento decisivo a cui l’Unione Europea e l'euro devono la loro esistenza e la loro sopravvivenza, è quello degli interessi della NATO.
La narrativa sul Draghi che avrebbe sgominato le resistenze tedesche, non tiene poi in alcun conto i meccanismi comunicativi della gerarchia, per cui il superiore spaccia la difesa dei propri interessi come concessione agli interessi degli inferiori. Il Quantitative Easing ha fatto comodo soprattutto alla Germania, ma il vittimismo del potente lo ha fatto passare come qualcosa che gli era stato estorto dai parassiti del Sud.
Che Draghi possieda notevoli abilità comunicative e relazionali, non c’è dubbio; ma, quanto alle scelte, Draghi è stato solo una rotella dell'ingranaggio. Le incongruenze del mito di Draghi non finiscono qui. Proprio lui ha detto nel 2013 che l'avvicendarsi dei governi è irrilevante, perché tanto è stato inserito il
“pilota automatico”. Ma se c’è il “pilota automatico”, non bastava come Presidente del Consiglio un Conte qualsiasi?
Tra l'altro, in Italia i poteri effettivi di un Presidente del Consiglio sono quelli di un passacarte. La nostra Costituzione, la “più bella del mondo”, considerava il sistema dei partiti un dato scontato, come l'aria che si respira. Il sistema dei partiti invece si è dissolto nel 1992; perciò con Napolitano, ed ora con Mattarella, abbiamo scoperto che l'Italia, senza più i partiti padroni dell’economia e delle banche, è, a norma di Costituzione, una repubblica presidenziale, dove il Capo dello Stato fa il bello e il cattivo tempo. Draghi avrebbe dovuto essere il prossimo Presidente della Repubblica; ma uno o due anni di brutte figure al governo non rischiano di bruciarne la candidatura? Non è che sia proprio questo l'intento di Mattarella, o di chi lo ha imbeccato?
Ci si dice poi che Draghi sarebbe calato dal suo Olimpo per scrivere quel Recovery Plan che il governo precedente non era stato capace di fare. Ma proprio uno dei profeti del Draghi “premier”, Carlo Calenda, ci aveva fatto sapere che
i sussidi effettivi del Recovery Fund ammonterebbero a venticinque miliardi, per di più dilazionati negli anni. Persino i prestiti agevolati del Recovery Fund sarebbero condizionati da innumerevoli condizionalità vessatorie.
In pratica parlare di Recovery Fund è come parlare di nulla, o quasi. Fatta questa osservazione poi, con tipica schizofrenia comunicativa, Calenda se la prende con l'inefficienza e l'incompetenza dei nostri governanti. Ma l'inefficienza e l'incompetenza sono solo dati secondari rispetto al dato principale, e cioè che il Recovery Fund (o Recovery Fun?), è solo una delle tante fiabe della propaganda europeista.
L'indicatore magico, strumento di comando per aprire o chiudere la nostra libertà di movimento (non quella delle merci), che le autorità hanno adottato e continuano ad adottare é il parametro R0, basato su un modello probabilistico. Semplificando la definizione: numero di persone che sono state contagiate da un soggetto positivo al coronavirus. Il calcolo viene effettuato prendendo come campione la cosiddetta “popolazione totalmente suscettibile”, quindi gli individui che non sono protetti, perché non sono immuni e possono ammalarsi. L’indice R0 viene, quindi, utilizzato per calcolare l’andamento dell’epidemia, seguendo uno schema di base molto semplice:
Se R0 > 1, allora l’epidemia si diffonde;
Se R0 < 1, allora l’epidemia si interrompe, fino a svanire.
Nulla sul fatto che dipenda da almeno tre elementi nessuno dei quali conoscibile in modo davvero oggettivo: a) la probabilità di trasmissione per singolo contatto tra una persona infetta e una suscettibile, b) il numero dei contatti della persona infetta, c) la durata dell'infettività.
Ma il punto ancora più ambiguo di questo parametro é che il suo valore può essere modificato, in pratica, per come é congegnato, esclusivamente attraverso la riduzione dei contatti interpersonali, ovvero sociali degli individui. Insomma sulla scia di un virus cosi anti-democratico, questo R0 é “assai di parte” spingendo a prendere in considerazione una sola medicina contro i nuovi virus: il lockdown più o meno totale ... meglio se totale !!
Ma come sono andate le cose? Prendiamo due indicatori: numero di positivi al coronavirus ogni 100 tamponi effettuati e numero di guariti per ogni deceduto positivo al coronavirus. Che cosa descrivono?
Il primo ci dice semplicemente quale é la capacità del virus di infettare. Il secondo quale é la capacità dei contagiati, unitamente al sistema delle cure, di reagire positivamente all'infezione.
Nella realtà se una pandemia (e questa é una curiosa pandemia, o meglio
sindemia, quando in Australia come nel Regno Unito, in Italia o in America Latina
i più colpiti sono le persone più svantaggiate; le residenze per anziani che hanno fatto registrare il maggior numero di decessi sono quelle dei quartieri più poveri e i cittadini più colpiti sono quelli con impieghi precari, obbligati a recarsi al lavoro con i mezzi pubblici [2] ) si ritenga tale, è al numero di morti che si deve prioritariamente guardare e non ai contagiati (consideriamo che i contagiati nelle influenze stagionali sono, solamente in Italia, tra i 4 e gli 8 milioni ma la cosa non preoccupa più di tanto).
Chiediamoci: il lockdown ha fatto lievitare il numero di morti ?
Usiamo i dati che sia Istat che Istituto Superiore di Sanità hanno pubblicato rimarcando correttamente un numero di morti superiore a quello delle fonti ufficiali della prevenzione civile e del ministero della Salute.
L'Italia entra in quarantena il 10 marzo 2020 ed entra nella Fase 2 il 4 maggio.
I dati Istat al 10 Marzo sono i seguenti : ricoverati 5.038, terapia intensiva 877, curati a domicilio 2.599, positivi 8.514, guariti 1.004, morti 631, contagiati 10.149.
Al 4 di maggio leggiamo: ricoverati 17.242, terapia intensiva 1.501, curati a domicilio 81.436, positivi 100.179, guariti 81.654, morti 28.884, contagiati 210.717, ovvero sulla base di 2.153.772 tamponi effettuati a quella data ci troviamo con circa 10 trovati positivi al coronavirus ogni 100 tamponi e appena 2,8 guariti per ogni deceduto positivo al coronavirus.
Sintetizziamo: nel periodo 10 Marzo – 4 maggio 2020 i contagiati sono aumentati di 20,8 volte, i guariti di 81,30 volte, i morti di 45,8 volte e, dato molto importante, l'aumento dei morti é stato proporzionalmente superiore di 2,2 volte all'aumento dei contagiati.
Ed ora veniamo alle due settimane dal 4 al 17 maggio, in piena Fase 2.
Dati pubblicati: contagiati 14.718, guariti 43.522, morti 3.024, tamponi eseguiti 851.188.
Abbiamo 1,7 trovati positivi al coronavirus ogni 100 tamponi e 14,4 guariti per ogni positivo al coronavirus deceduto.
Conclusione: i positivi al tampone sono crollati di quasi 6 volte, passando dal 9,8% della fase lockdown all' 1,7% delle prime due settimane della Fase 2. Il rapporto guariti/morti é più che quintuplicato passando da 2,8 guariti per 1 morto nella fase del lockdown a 14,4 guariti per 1 morto nelle prime due settimane della Fase 2 .
Insomma ritornati alla luce delle strade delle città e delle campagne, gli "umani" della quarantena non sono stati sopraffatti dal coronavirus, né hanno allargato le maglie attraverso le quali passa il contagio. Apertura e libertà non hanno significato un passo indietro, ma alcuni decisi passi in avanti per uscire da questa strana pandemia.
Sorge la domanda: perché ci hanno rinchiusi in casa ?
Perchè il governo con il suo solito puntiglio ci ha continuato a dire che se le cose andavano bene era grazie alla quarantena, se andavano meno bene era perchè alla quarantena avevamo rinunciato troppo in fretta ?